Chiesa dei Santi Faustino e Giovita
La Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, attualmente cappella cimiteriale, è situata poco prima del confine tra Ragoli e Preore, sulla S.P. 120, sulla sinistra del Sarca. Essa si trova oggi decentrata rispetto a qualsiasi forma di traffico che non sia strettamente locale, ma bisogna pensare che un tempo invece questa chiesa era posta ai bordi di una strada di importanza interregionale: l'unica che metteva in contatto diretto il bresciano, e più in generale la Lombardia, con Trento. L'intitolazione ai due santi bresciani (Faustino e Giovita) della chiesetta va vissuta dunque come testimonianza concreta di una serie fittissima di contatti culturali e di scambi commerciali intercorsi tra le Giudicarie e la Lombardia nei secoli passati.
Questa chiesetta è un vero e proprio gioiello artistico, ma anche un luogo che raccoglie in sé importanti memorie del passato. Essa, infatti, è stata per secoli il principale centro religioso degli abitati di Preore, Montagne e Ragoli con tutte le sue frazioni (vicinie), per questo in passato era di dimensioni maggiori (arrivando fino all'attuale monumento ai caduti posto nel centro del cimitero) ed era munita di tre porte d'accesso. L'attuale cappella è dunque solo l'area presbiteriale-absidale della chiesa originaria, che aveva anche unito, sull'angolo sudovest, un bel campanile con tre campane, ma che venne abbattuto con una parte dell'antica Chiesa nell'anno 1766, precisamente quando venne costruita la nuova Chiesa a Ragoli, per ricavare materiale da costruzione.
La prima testimonianza documentaria che riguarda questo edificio si trova all'Archivio di Stato di Trento ed è un Atto del 1249, anche se la chiesetta è sicuramente più antica. Essa fu completamente ricostruita nel corso del Quattrocento; all’inizio del Cinquecento Cristoforo II Baschenis (1472-1520), un artista originario del bergamasco e appartenente ad una famiglia di artisti che lavorarono in diverse chiese delle Giudicarie, aiutato dal figlio Simone (1490-1555), decorò le volte all’interno e l’affresco che raffigura l’Annunciazione sulla facciata esterna (il cui restauro più recente è stato ultimato, nel suo complesso, il 31 ottobre 1996).
All’interno della Chiesa si trova anche quello che rimane di un importante altare ligneo realizzato nel terzo decennio del ‘500 da Maffeo e Andrea Olivieri, due scultori bresciani molto importanti. Oggi è visibile solamente la carpenteria dell'altare maggiore, privato delle statue che lo animavano, in parte trafugate e in parte trasferite ai fini di un restauro conservativo presso i laboratori della Provincia Autonoma di Trento, dai quali non hanno ancora fatto ritorno. Domizio Cattoi, nel libro dedicato al restauro della chiesetta, ricostruisce quella che doveva essere la fisionomia originaria dell'opera, contribuendo a precisare le conoscenze fin qui acquisite intorno a questa importante opera.
Vista l'importanza di questo edificio il Comune di Ragoli ha ritenuto necessario impegnarsi in una pubblicazione, curata da importanti studiosi, che potesse raccontare e mantenere nel tempo la memoria di un prezioso pezzo del passato del paese e dei suoi abitanti (CATTOI Domizio (a cura di), La chiesa dei santi Faustino e Giovita a Ragoli: storia, arte, restauri, Comune di Ragoli, Ragoli (TN), 2002).


















